Dottrina

Le società a partecipazione pubblica, tra il Testo Unico n. 175 del 2016 e la sentenza della Corte Costituzionale n. 251 del 2016


Abstract


Da tempo si è osservato che il fenomeno della creazione di società di capitali partecipate in tutto o in parte da amministrazioni, enti e soggetti pubblici, per il perseguimento di fini di interesse pubblico, si è sviluppato in assenza di un sistema normativo unitario e sistematico, ed è ormai noto che esso risulta fuori controllo per estensione e eterogeneità, nelle forme e nei fini, anche se un contributo di chiarimento v’è stato per gli interventi giurisprudenziali nazionali e comunitario, soprattutto quanto alle società cc.dd. in house providing e alle cc.dd. società miste.

La legge n. 124 del 2015, tra le altre deleghe per la semplificazione amministrativa, ha delegato il Governo all’adozione di un testo unico nel settore delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche, fissando i re-lativi principi e criteri direttivi agli artt. 16, comma 2 e 18.

La delega è stata esercitata con il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, ma è stata sottoposta al vaglio di legittimità della Corte Costituzionale, la quale, con la sentenza n. 251 del 2016, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale anche di buona parte dell’art. 18 citato, in quanto dette disposizioni prevedono un mero parere della Conferenza unificata, anziché una intesa.

Il lavoro affronta, sinteticamente, le criticità principali rilevabili all’interno del Testo Unico.


Temi


organizzazione e procedimento

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