Dottrina

Prime riflessioni sulla finanza degli Enti territoriali di area vasta alla luce di alcune recenti pronunce della Corte costituzionale


Abstract


Le grandi città (le cosiddette Big o Large Cities) e le aree metropolitane di tutto il mondo, unanimemente considerate come luoghi strategici per lo sviluppo economico – al punto da essere definite come il «catalizzatore» o il «motore dello sviluppo economico mondiale» – sono oggi sottoposte ad una forte pressione, determinata in massima parte dal verificarsi di tre fenomeni concomitanti: la crescita della popolazione, la frenetica ristrutturazione economica globale ed i crescenti rischi derivanti dal cambiamento climatico. Sono inoltre caratterizzate da una serie di specificità significative che riguardano il finanziamento e la gestione dei pubblici servizi, come il maggior uso delle risorse pubbliche, l’esigenza di una più consistente accumulazione delle risorse fisiche ed umane, lo scarto tra i fruitori del territorio (i cosiddetti city users) e la collettività dei cittadini residenti, la crescente necessità di reggere una competizione per le risorse che è sempre più agguerrita e che si svolge, ad un tempo, sia a livello nazionale che transnazionale. Esse rappresentano, pertanto, un fenomeno eterogeneo e complesso, che necessita di modelli di governance capaci di bilanciare in una dimensione ottimale le problematiche economiche con quelle sociali, ma anche di proporre soluzioni e scenari «sostenibili» per la collettività amministrata, nel rispetto dei principi di democrazia rappresentativa, partecipativa e di prossimità. 

Questo lavoro si propone di analizzare i suddetti modelli di governance e le questioni relative al finanziamento delle Città metropolitane e degli Enti territoriali di area vasta dopo la promulgazione della Legge Delrio (legge 56/2014). Il caso italiano è infatti emblematico, perché il descritto processo di riforma, piuttosto che seguire i principi stabiliti nel 2012 dal Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, è stato guidato esclusivamente da un’ossessione ingiustificata di dover realizzare, ad ogni costo, una riduzione della spesa pubblica. Tale ossessione, come risulta dalle sentenze e dai dati commentati nel lavoro, rischia di compromettere la sostenibilità di tutto il progetto di riorganizzazione degli Enti territoriali di area vasta e la resilienza del sistema di finanziamento delle grandi città, un sistema che è esposto attualmente anche ai rischi derivanti da un ciclo economico sfavorevole e ai cambiamenti del regime di finanziamento stabiliti (con le più recenti Leggi di stabilità) dal governo centrale.


Temi


finanza locale, città metropolitane, crisi finanziaria

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