Dottrina

La trasparenza amministrativa da valore funzionale alla democrazia partecipativa a mero (utile?) strumento di contrasto della corruzione


Abstract


La Trasparenza amministrativa è astrazione di difficile perimetrazione, potendo riguardare il modo di essere e rappresentarsi del potere pubblico in senso soggettivo, ma anche le modalità di esercizio del potere pubblico in senso oggettivo.

Essa è insieme una qualità intrinseca dell’agire amministrativo e parte integrante del principio costituzionale fondamentale della buona amministrazione, ma anche un valore essenziale per la realizzazione della vita democratica e uno strumento di difesa della democrazia stessa.

In definitiva, essa appare sempre più come elemento determinante dell’equilibrio tra le libertà ed i diritti degli amministrati (quali singoli individui e collettività di individui), da un lato, e poteri pubblici e poteri privati, dall’altro. 

Qualunque tratto o peculiarità o profilo della trasparenza amministrativa si preferisca evidenziare, pare indubitabile che essa contribuisca a creare le condizioni per una buona amministrazione, ma è difficile comprendere quali siano le ragioni per le quali l’ordinamento italiano stia attraendo la stessa nell’ambito degli strumenti di repressione o contrasto o prevenzione del fenomeno della corruzione nelle amministrazioni pubbliche, finendo per svilirne le fondamentali funzioni, senza avere alcuna evidenza della sua strumentalità alla eliminazione della maladministration, e men che mai di fenomeni corruttivi, o del suo effettivo contributo in casi di scoperta, repressione e punizione di reati contro la pubblica amministrazione.

Del resto, la trasparenza e la semplificazione amministrative hanno costituito i valori-obbiettivo da perseguire della legge n. 241 del 1990, nella consapevolezza, o speranza, di migliorare l’azione amministrativa e favorire la partecipazione degli interessati alla formazione delle decisioni e degli atti delle amministrazioni pubbliche, e in questo senso l’ordinamento amministrativo italiano tanta strada ha percorso, sebbene qualitativamente vi siano margini di miglioramento evidenti.

Creare le condizioni per favorire un’amministrazione più vicina alle esigenze di conoscibilità reale dell’agire amministrativo è, però, altro che combattere i fenomeni di cattiva e inefficiente gestione o, ancor di più, di corruzione, come del resto appare in ambito internazionale.



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