Giurisprudenza annotata

11.10. T.A.R. Puglia, Lecce, 22 aprile 2009, n. 738


Abstract


Con la sentenza pubblicata, il TAR Puglia chiarisce che il combinato disposto dell’art. 32 L. n.47/85 e dell’art. 32, comma 27, lett. d), D.L. n.269/03 comporta che un abuso commesso su un bene vincolato può essere condonato, a meno che non ricorrano, insieme, l’imposizione del vincolo di inedificabilità relativa precedente alla esecuzione delle opere, la realizzazione delle medesime opere in assenza o difformità dal titolo edilizio, la non conformità alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Se una di tali condizioni non ricorre, prosegue l’organo di giustizia amministrativa, l’abuso realizzato su un immobile soggetto ad un vincolo di inedificabilità relativa sfuggirà alla disciplina della non condonabilità e sarà invece assoggettato alla disciplina generale del menzionato art. 32 L. n.47/85.

Nella stessa pronuncia, il TAR Puglia chiarisce che - tenuto conto del fatto che la realizzazione di un abuso in area sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta, dopo l’imposizione del vincolo stesso, importa la non condonabilità dello stesso, ai sensi dell’art.33 L. n. 47/85 - è irrilevante, ai fini della condannabilità o meno, la sussistenza o meno delle altre condizioni contemplate dal citato art. 32, comma 27, lett. d).


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