Dottrina

Contro il “fondamentalismo giuridico” e per una “ragionevolezza” delle sanzioni


Abstract


Un caso di… “svista” legislativa verificatosi (tra novellazioni e integrazioni e rinvii) nella disciplina ambientale (e che crea un “vuoto” normativo rilevante per la ravvisabilità – o meno - di una sanzione penale) ha provocato nell’ambito della dottrina e come giurisprudenza diverse letture (e applicazioni) della normativa. Si è occasionata così una prima (modesta) riflessione sui diversi approcci e sulle interpretazioni di una siffatta situazione, al di là della lex, e dove il c.d. fondamentalismo formale sembra ancora impregnare e condizionare alcuni legali e operatori. A noi sommessamente pare, invece, qui imporsi (fermo restando la complessità della materia e le più altre vette della teoria, che noi non siamo in grado di affrontare nella specialità della materia penale) una ricerca della giustizia secondo la coscienza normativa, ovvero attribuendo  alla norma un significato giuridico  - che può avvenire a partire dal fatto, peraltro - come prevedibilmente atteso dall’ordinamento giuridico e dalla comunità. Il tutto (ineludibilmente) grazie al recupero dell’esperienza e della ragionevolezza (come canoni e per una lettura valoriale dell’ordinamento). Diversamente, a noi pare, che la forma e la procedura (fini a sé stesse, ovvero suddite alla fonte parlamento-partitica) sembrano portare ad un nichilismo giuridico, cioè all’indifferenza per gli aspetti di senso e di contenuto, insomma, ad un “vuoto” non solo legale. Ecco – almeno a noi così sembra - la utilità (anche pei riflessi operativi) di una siffatta (modesta e non specialistica) ricostruzione, che riteniamo possa giovare (quantomeno come provocazione culturale e suggestioni operative) non solo per i controllori ambientali, ma pure in altri campi e attività (che riguardano, tra altri, la polizia municipale, i funzionari pubblici, etc.). Il tutto (lo auspichiamo da sempre) affinchè il diritto non si riduca al “vuoto” nichilistico, bensì che torni ad essere - pienamente e coraggiosamente - una  scienza umana, e che gli operatori coltivino la passione di approfondire la (ancorchè talvolta ostica, financo fastidiosa, complessificata, opinata/opinabile, etc.) questa scienza, con un approccio culturale, aperto al senso e alla vita (comunque fuori dalle banalità, dalle semplificazioni, dalle scorciatoie, da ideologismi,etc.).


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